CAP.8 – L’OCCHIO DI SHEVARDNADZE

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7 thoughts on “CAP.8 – L’OCCHIO DI SHEVARDNADZE

  1. Miriam Ravasio ha detto:

    E così lo spilungone, il magro ed il piazzato, raccogliendo castagne e aprendo ricci, intonarono una canzoncina. io sono lui come tu sei lui come tu sei me e noi siamo tutti assieme 🙂
    capitolo straordinario, ma torno poi con più calma…chi non legge non sa cosa si perde

  2. Oliviero ha detto:

    CA-PO-LA-VO-RO! Chiunque sia, questo Fiasca è un genio.

  3. Miriam ha detto:

    Oliviero, non posso che concordare con quanto scrivi: Leonardo Fiasca, chiunque esso sia, è geniale! La sua scrittura scorrevole, il suo modo di caratterizzare tutto e tutti mi fa affezionare ai personaggi, sono così veri! non posso fare a meno di leggere spesso questi capitoli, come sono solita a fare con un bel libro: quando arrivo alla fine, se la lettura è piacevole ed appassionante, i protagonisti mi mancano, come se lasciassero uno strano senso di vuoto! e allora torno indietro a cercare i passi che più mi sono piaciuti, Aspetto con ansia in numero 9!
    🙂

  4. Miriam Ravasio ha detto:

    Sullo sfondo è il 1975,morte di Pasolini che, da provocatore o pensatore scomodo,condiviso a tratti alternati da affinità logiche (o logistiche), si avvia per l’affermazione del suo mito. Non importa se l’icona ha gli occhi nascosti dalle lenti nere, scure; quel che sta dietro è opinabile, il mito azzera sempre la lettura; vive da sé e vivendo nutre. La luce a ponente, dove il ramo muore, è rara va ricercarla e la passione, per il bardo della selva nera e metropolitana, contagia la triade. L’occhione del resto conferma l’avvenuto scambio e per i vivi oscilla, come chiave appesa ad uno stipite, un colino a pinza.
    Ogni lunedì è davvero un’emozione.

  5. Mimmo ha detto:

    “Nella foga Shevardnadze aveva lanciato tutto quello che poteva lanciare, forse si era lanciato lui stesso ed era caduto”. Qui ho riso alla grande!
    Mi è piaciuto un sacco… signor Fiasca lei è un grande!

  6. Carlo Capone ha detto:

    A tratti sembra di ascoltare alcune voci, ma puntualizzo: sembra. Perchè assimilare Fiasca a poetiche di altri sarebbe riduttivo. Gli è che il Nostro rinnova questa ‘sua’ terra seguendo canoni specialissimi, in cui si fondono ironia e un costumato senso dei ricordi. Il che ne pone la cifra ispirativa su un piano di assoluta originalità. Il vero marchio di uno scrittore.

    Il personaggio di Shevernadze appare a tutto tondo, indimenticabile, anche perchè con esso l’autore dà l’impressione ‘di lasciarsi andare’, mettendo da parte il doveroso distacco tra sè ed emozioni.
    Bravo Leonardo, bravo bravo, senz’altro il capitolo più riuscito.
    (Te l’eri conservato per sorpenderci in tua assenza eh? :)))

    Carlo Capone

  7. Miriam Ravasio ha detto:

    Carlo, hai scritto bene, Leonardo ci sta sorprendendo smuovendo dati di memoria collettiva che pian piano ci rivelano un autore originale che, il caso o scelte di altri, hanno messo in panchina. Ma il gioco è sempre fantasioso e imprevedibile e i veri giocatori sanno stupire. Quindi, tutti pronti qui per il prossimo capitolo. Ciao a tutti, Miriam

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