CAP.17 – IL SORRISO DELL’IGNOTO CALZOLAIO

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16 thoughts on “CAP.17 – IL SORRISO DELL’IGNOTO CALZOLAIO

  1. Emanuele ha detto:

    Come sono belle queste pagine! E così tante le frasi che vorrei sottolineare: bravissimo, ancora una volta, Leonardo. Vorrei che in tanti leggessero questo tuo romanzo, per me è un romanzo, che lo leggesse un editore, e che la fiaba avesse lieto fine. La bellezza della tua prosa è consolante, in quest’ora mattutina. Mi vien voglia di abbracciare il giovane protagonista, ovvero abbracciare me stesso, e tutti i ventenni – così goffi, patetici, invincibili. E vorrei abbracciare l’autore che è riuscito a trarne tanta bellezza. Questo brano è umano così umano, è così divertente e commovente, è così ricco di talento! Va be’, vado a promuoverlo su Facebook.

  2. miriam ravasio ha detto:

    Semola e il Mago.
    “nel cuore dell’albero le foglie nuove son mille” e mille ma in un parco bianco di infinitezza visiva. Nei gesti e nella forma, l’occasione ci svela sempre inadeguati e la sostanza dell’Attaccante (Invincibile Ventenne) si ritrae con il sorriso di una speranza educata appena dalla cortesia. E’ risaputo, nello stato delle cose, il potere staziona egemone, filosofia d’avanguardia barbuta e in posa per il gioco culturale delle ombre, quelle che paiono braccia sono solo pale delle ruote. Ed è altrettanto (ma meno) noto che fuori dal bosco o nei dintorni delle fiere, all’ombra della casualità e dell’imprevedibile, siedono i maghi: si trovi un lavoro e faccia della scrittura un passatempo. HIGITUS FIGITUS

  3. Nemo Rossini ha detto:

    Non sono uno scrittore, mi occupo di altro. Sono un lettore, quello sì. Ho letto il capitolo che hai linkato. Intanto, trovo che scrivi troppo ridondante, troppi aggettivi, troppa ironia e troppo evidente. Poi, scrivi di uno scrittore che non trova un editore… A me, personalmente, una storia così non interessa. E’ da addetti ai lavori, è onanisitica. Voi scrittori vi leggete fra voi, ve la cantate e ve la suonate. Ma un lettore vuole una bella storia e delle frustrazioni dell’aspirante scrittore al Salone del Libro, francamente, se ne fotte.

    • Mimmo ha detto:

      Signor Rossini, ma che bisogno aveva lei di ridicolizzarsi così in questo ambito?

      • Emanuele ha detto:

        Difendo il signor Rossini: il testo è pubblico, e lui ha diritto ad esprimere la sua opinione, ci mancherebbe. Sbaglia, tuttavia, nell’asserire che un lettore “delle frustrazioni dell’aspirante scrittore al Salone del Libro, francamente, se ne fotte”. Forse perchè è zeppo di aspiranti scrittori, questo tipo di storia tira: si pensi, solo per fare un esempio, al successo di John Fante. Ma la lista è infinita.

      • Nemo Rossini ha detto:

        A me ridicolizzarmi me rigenera 🙂

  4. Gianni Immezzo ha detto:

    C’mon Leonardo, non vedo l’ora di leggere il finale 😉

  5. miriam ravasio ha detto:

    Ma chi vedo qui…un po’ di Fiume Pagano? Benvenuta a Laura Costantini e al suo personaggio. Fiasca sa scrivere, voleva fare l’attaccante e l’ha fatto in grande stile: quel che sta pubblicando qui è la sua storia fra ambizioni e realizzazioni. il tutto è raccontato come un tracciato labirintico che l’Attaccante ripercorre, svelando ( per tutti gli altri Attaccanti) fatti e misfatti di cui è stato testimone. Non seghe per addetti ai lavori,richiamati in gioco per una democrazia della memoria, ma analisi, che si vuole collettiva, sullo stato culturale e i suoi “egemoni”. Ciao e ancora benvenuto/a qui alla lettura dell’Azione. Volevo fare l’attaccante è un’azione d’Arte destinata a riprodursi.

    • Nemo Rossini ha detto:

      Miriam, qui Laura Costantini non c’entra niente. Anche se pare sia difficile farlo capire. Io sono un lettore che ha preso come nick il nome del personaggio di un romanzo che mi è piaciuto. Quindi il benvenuto me lo prendo. Se Laura capiterà qui, potrai poi dare il benvenuto anche a lei.

  6. Mimmo ha detto:

    Scrivere è un’arte e, come in ogni forma d’arte, chi lo fa deve possedere passione, sensibilità, e fantasia al fine di costruire un’architettura degna dei suoi sogni. Non so se scrivere è un mestiere, io penso di no, ma vivere lo è, e scrivere aiuta la vita propria e di tutti coloro che leggono. Lei Leonardo Fiasca, o come cavolo si chiama, possiede tutto ciò che serve per scrivere e perché possa vivere bene con se stesso e con noi che lo leggiamo: continui così! 🙂

  7. miriam ha detto:

    perchè questi capitoli mi sembrano brevi? Forse perché sono così belli, entusiasmanti che non riesco a stancarmi di leggerli. Vorrei dire una cosa, rischiando forse di diventare retorica e magari anipatica agli occhi di qualche editore o addetto ai lavori: buttiamo le armature di Agilulfo, sono vuote. Smettiamola di essere alienati, privi di identità e robotizzati, smettiamola una volta per tutte di andare dietro a convenzioni sociali, obblighi… altrimenti finiremo per diventare vuoti. Sono felice che Leonardo abbia deciso di condividere con tutti noi la sua storia, questo è un modo per leggere qualcosa di realmente valido e divertente anche. Grazie Leonardo!

  8. anna ha detto:

    Bella scrittura, belle descrizioni, tanta umanità e talento assieme. Mi auguro che dopo tribolazioni e solo lontane speranze, la storia ci riservi un momento di felicità perchè Leonardo si merita il lieto fine. Grazie anche oggi.

  9. Carlo Capone ha detto:

    “avevo gli occhi grandi come suo figlio”. Indubbiamente Fiasca quando scrive di rapporto madre figlio attinge al meglio del suo repertorio inventivo. Già in precedenza aveva tracciato un parallelo fra l’amore genitoriale e il sentimento pdi tenerezza che lega lo scrittore al suo libro. In questi momenti, che arrivo a definire di inconsapevolezza, secondo me c’è il miglior Fiasca. Che, svestendosi per uno o più attimi dei panni di chi deve, o vuole, far colpo con le volute del personale talento, ritrova una dimensione intima, leggera di un’intensa leggerezza, che non guasterebbe rivisitasse più spesso. C’è un’anima sotto la scorza, caro terùn Leonardo, lasciamo che respiri, chè per la bravura c’è sempre tempo. Tra i migliori capitoli di questa serie.

  10. Nemo Rossini ha detto:

    Sono intervenuto su richiesta esplicita dell’autore. Ho detto il mio parere che vale quel che vale. Il Web è pieno di aspiranti scrittori che lamentano la difficoltà nel trovare un editore. Argomento trito e ritrito che, a me, non interessa affatto. Liberi tutti di seguire la pubblicazione, ovvio. E, secondo me, l’autore ha ancora parecchio da crescere nella scrittura. Ma lo dico, ribadisco, da lettore esplicitamente invitato dal Fiasca. Buon proseguimento.

    • Il signor Nemo Rossini mi aveva scritto un suo parere sulla posta privata di facebook. Dacché ritengo il confronto la madre di una società civile ed evoluta l’ho invitato a renderlo pubblico sul blog. Secondo me dice una cosa giustissima: “l’autore ha ancora parecchio da crescere nella scrittura”. Tutti abbiamo il dovere di crescere e migliorarci, persino Lionel Messi che segna 50 gol nella Liga e che sicuro, l’anno prossimo, ne farà di più.

  11. miriam ravasio ha detto:

    Nemo Nick seguici, l’avventura ti coinvolgerà; il testo è un pretesto e il paratesto (le immagini che settimanalmente accompagnano i capitoli) è il contesto…sembro sibillina? Sì,perché questo è un progetto d’Arte, e l’arte è “tecnica” al servizio dello spirito che si comunica per suggestioni tutte da decifrare…

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