CAP. 18 – UOMINI E NO

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10 thoughts on “CAP. 18 – UOMINI E NO

  1. nando leva ha detto:

    come fai a confrontarti con questa realtà nella quale il confronto è competizione e scontro? è una condizione troppo dura

  2. Miriam ha detto:

    Grande Leonardo! mi sono divertita tanto leggendo questo capitolo.
    Nando: Il confronto è un momento di crescita intellettuale, di apprendimento. Gli scontri e le competizioni ci possono stare, così come le sfide. Ma dobbiamo avere giudici imparziali davanti a noi quelli che poi giudicheranno onestamente il nostro lavoro. Ecco, la mancanza di questa imparzialità è condizione ancora più dura di scontri e competizioni… Bravo Leonardo, perchè il tuo talento e la tua passione sono più forti di tutto!

    • nando leva ha detto:

      infatti: c’è confronto anche con chi si scontra solo per competizione. ma io la vedo dura: magari confrontarsi può voler capire i meccanismi della competizione con chi si sforza solo di scontrarsi, eliminarti come concorrente. la vedo pesante e cinica la situazione che viviamo. dobbiamo impegnarci e spremerci per affermarci in quale società, in quale modo, per dimostrare che altro a chi? come ci confrontiamo con chi accetta lo spettacolo della società? dando a nostra volta spettacolo o criticando pazientemente? vivendo una dignità appartata o che altro? o forse tutto questo insieme? a seconda degli sbalzi d’umore personali e collettivi?

  3. miriam ravasio ha detto:

    I geroglifici sono misterici, questo è tempo di schizzetti.
    La diabolica era dei divani corrompe ogni aspirazione ed Eva seduce con segni decisi; nei pertugi dell’attesa s’infiamma la fantasia collettiva, il tempo è avverso quindi il silenzio è sfiga, Melencolia da affrontare a muso (più o meno) duro. Né scale, né octaedri; il quadrato magico è un marito giornalista, cui si può arrivare e a bombardare l’Umor Nero c’è la Berta, pezzo di artiglieria terrestre che sfonda tre metri (di cemento) sotto ogni cielo!

  4. Emanuele ha detto:

    Urge ripetersi: Fiasca scrive con una qualità difficilmente riscontrabile in libreria. E darebbe spunti di conversazione sulla vanità. Dove potrebbe condurci la vanità, se ci venisse data l’opportunità di soddisfarla?

  5. sara milla ha detto:

    “sguardi di infinita porcheria”…mi pare ci sia tutto…gli ultimi nostri anni, partiti da lontano, quanto lontano, fino ai nostri giorni trash…e il bisogno della passione vera: la scrittura, in questo caso, la narrazione, la parola, la strada per farli nascere al mondo.

  6. miriam ravasio ha detto:

    Rispondendo alla lettera dico: ci condurrebbe ad un confronto (vero) e forse salvifico. In realtà “tutto è vanità” e sotto il sole c’è poco altro; ma l’aspirazione nasce prima ed è mossa dallo stupore e dall’ammirazione verso le capacità dell’uomo e le proprie. Le “Tante statue di me con il pugno alzato” sono leggittimo entusiasmo e guai se così non fosse; la passività, invece, attorno alla propria figura che, trasforma in noia la capacità creativa è vanità che si manifesta. Vanità diffusa che muove il mondo, si alimenta di consenso e lo produce. E’ quel che stiamo vivendo

  7. Mimmo ha detto:

    Caro Fiasca, lei sì che ha compreso il vero problema di questi anni così falsi. Ai più non basta il classico “quarto d’ora di celebrità” di warholiana memoria. Persino affrontare un confronto con la Berta vale la pena per rincorrere il successo. Dalle parti dove vivo attualmente, che fu zona mineraria, la Berta era un macchinario per scavare nelle viscere della terra per estrarre lignite: più o meno come in quel palazzo di Roma. ;))

  8. anna ha detto:

    Quante speranze, quanti dolori! Rincorrere personaggi famosi è un vero labirinto senza vie d’uscita. Non ti conosco fisicamente, ma forse la via del successo sarebbe stata più breve se ti insediavano su quella specie di trono di plastica. Poi, scemato il successo di una stagione, potevi dedicarti più serenamente alla scrittura. Scherzo, naturalmente. Confermo che mi piace il tuo modo di scrivere, ha un’impronta ed un sapore di scrittura classica, colta, ma accostata a vicende contemporanee. (Mi scuso per un commento tardivo, ma qui siamo in preda a continue scosse telluriche e si vive a tratti, scoordinati e in piena anarchia. Passerà, si spera!).

  9. miriam ravasio ha detto:

    Anna: siamo tutti solidali con te, passerà,deve passare, anche perchè la liquefazione delle sabbie inquieta non poco. Un abbraccio

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