CAP.22 – L’AMICO DI BRODSKIJ

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17 thoughts on “CAP.22 – L’AMICO DI BRODSKIJ

  1. All’inizio mi ha incuriosito l’oggetto della mail, L’amico di Brodskij, poi la lettura – inaspettatamente – coinvolgente a partire dall’incipit. Caro “giullare”, ti seguirò con curiosità ad interim…

  2. Emanuele ha detto:

    Io “Gli Sminchiati” l’ho letto. E’ un libro meraviglioso.

  3. giusto misiano ha detto:

    l’irrefrenabile Leonardo dopo la preparazione ginnica estiva nel ritiro atletico di montagna, ritorna all’attacco autunnale per segnare una rete nel cuore dei suoi tifosi; attaccante straordinario da non sottovalutare

  4. anna ha detto:

    Caro Leonardo, ti leggo e penso che le vacanze siano state davvero un bel momento creativo. Questo capitolo scorre come acqua di fonte, fresca e incontaminata. Sento la leggerezza dello scrivere. Amo da sempre la poesia, ma confesso di non conoscere Brodskij. Grazie anche per questo suggerimento.

    • Grazie Anna! C’è un piccolo libro, fresco e agile, che descrive Venezia come davvero pochi hanno saputo fare. Si chiama “fondamenta degli incurabili” ed è proprio di Brodskij. Lo consiglio a tutti.

      • anna ha detto:

        Grazie, il libro l’ho letto ed è delizioso. Lo conservo e l’ho regalato più volte agli amici, veneziani e non. Mi mancano le poesie, ma rimedierò prestissimo.

  5. angelo ha detto:

    Parlare di Venezia ora per me è malinconia, assenza dal festival. Bentornato Leonardo!

  6. miriam ravasio ha detto:

    “Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello!”
    Le icone Pop sono laccate al caviale, il basso fumo sbalordisce e seduce. Al laringofano, un cappio è appeso come una cetra e nemmeno oscilla. Per la sicurezza dell’occhio che, nella bellezza cerca la sua pace, splende e brilla, nell’alto, il fondamento di una rosa rossa. Incurabile immortale.

  7. miriam ravasio ha detto:

    restare indifferenti alle “nuove” avventure del buon Fiasca, è impossibile. Come è impossibile e innaturale non ripensare a quel che fu, o rappresentò, il nostro Paese nel contesto internazionale. un Paese della Nato dove il più grande partito comunista di uno stato democratico, aveva fatto dell’egemonia culturale il proprio fondamento; battaglia di strategia. Ultimi gli spiriti, messi davvero da parte e fra le schiere ogni colpo è sparato, predisposto e organizzato per la conquista del consenso. Come pensare che tutto avvenne senza dispiegamenti di ogni tipo, nazionali e stranieri? Soprattutto stranieri. Oro rosso e oro bianco ci fecero da editor…

  8. francesca ceraolo ha detto:

    Non ti conosco e non so come giochi al pallone però da quello che ho letto scrivi veramente bene,complimenti…efficace il pensiero sulla letteratura…

  9. Carlo Capone ha detto:

    Dopo un breve periodo di appannamento, il romanzo ha preso a volare con levità, la gran dote che il bravo Fiasca non poteva non possedere nel suo fornito tascapane. Di buona fattura la policromia che distingue il Brodskij.
    Beh, sono felice.

  10. Mimmo ha detto:

    Fiasca mi permetta di dire che “sminchiare” a volte dalle nostre parti è anche un minaccia!
    “Come una donna che sorseggia una sigaretta in riva al mare…”. Avrei voluto scriverla io… e ho detto tutto!

  11. Luca Valente ha detto:

    Ciao Leonardo… bentornato dalla pausa estiva… in teoria avrei dovuto approfittarne per mettermi al passo e leggere tutti i capitoli precedenti, dato che ti “frequento” da poco, ma non ce l’ho fatta, sono fermo al 14. Rimedierò. Ma intanto stasera mi sono letto l’ultimo. Qualità in linea con i precedenti, però perdendo la continuità non me lo sono gustato fino in fondo. Ci ritornerò. Qualche concetto interessante: il sentirsi vecchio, ma non necessariamente saggio; la distinzione tra arte letteraria e artigianato letterario; “le parole mi vengono fuori come musica, e se la pagina mi suona sono contento pure se non si capisce niente”… non male… – a volte però mi capita di leggere pagine (libri) scritti benissimo, ma alla fine dico: embé? Ma cosa volevi dirmi? Cosa volevi raccontarmi (magari sono io che non capisco…)? – La tua storia – a scanso di equivoci – mi piace, e sono dannatamente curioso di vedere dove vuoi andare a parare… il senso complessivo, insomma, vale anche di più (per me) di come mi ci stai portando. Che peraltro è un accompagnamento d’alto livello… come molti hanno già osservato, scrivi bene, molto bene… al punto che ogni tanto “gigioneggi” un pelo, ma sono peccati veniali…! Continua così, queste letture mi danno soddisfazione, non di rado m’imbatto in qualche déjà vu che mi fa sorridere (o piangere)… Aspetto la prossima e intanto recupero. Notte.

    P.S. Ma come sono fatti, esattamente, i polsi da cacciatore?

  12. Andrea Sartorii ha detto:

    Bentornato Leonardo! Ti trovo in forma! Grobelsky è proprio simpatico. Confermo la mia opinione sulla qualità della tua scrittura. Un abbraccio, A.

  13. giusto misiano ha detto:

    quella degli sminchiati insieme alle zucchine,trova il massimo della procreazione

  14. giusto misiano ha detto:

    Vedo sceneggiature per grande cinematografia ,e solo una mia percezione invisibile,

    fate conto che non l’ho scritta

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